Segui @MatteBianchi 75 anni dall'assassionio dei fratelli Rosselli | unsocialdemocratico | Il Cannocchiale blog
.
Annunci online

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati
75 anni dall'assassionio dei fratelli Rosselli
post pubblicato in Politica, il 10 giugno 2012


Il 9 di giugno di 75 anni fa i fratelli Rosselli furono uccisi a Bagnoles de l'Orne, da sicari appartenenti all'organizzazione fascista francese Cagoule, per ordine dei servizi segreti del governo fascista italiano.

Mussolini in prima persona ordinò di sopprimere in ogni modo la voce libera di Carlo Rosselli, antifascista, volontario nella Guerra di Spagna, fondatore di Giustizia e Libertà, e quella altrettanto autorevole di suo fratello Nello, storico del Risorgimento che mai si piegò a visioni revisioniste.

Ricordare i due Rosselli oggi, in tempi di brucianti diseguaglianze, significa riflettere sull'attualità del pensiero di Carlo, che resta una delle ipotesi più valide per affermare il valore di una visione socialista del mondo. 

Rosselli capisce prestissimo le degenerazioni del Comunismo sovietico, individuandone il germe del fallimento nelle stesse teorie marxiste, e nel suo unico libro, scritto al confino a Lipari, “Socialismo liberale”, si pone il problema di conciliare l’idea di giustizia sociale con quella di libertà individuale, delineando un ideale politico il cui fine è il socialismo, ma il cui metodo è liberale.

Ne nasce una tradizione politica che riuscirà ad influenzare le sinistre europee, in particolare i laburisti inglesi, e il cui eco arriva ad intellettuali come John Rawls e Amartya Sen. Solo nell’anomalia italiana questo fecondo filone di pensiero è stato relegato ai margini delle discussione politico-culturale, coltivato solo in pochissimi centri universitari e dalla benemerita azione del Circolo Rosselli di Firenze.

Il Tatcherismo imperante degli ultimi trent’anni, ed il crollo dei regimi comunisti, hanno indotto molti a proclamare la fine della possibilità (e addirittura dell’utilità’) di un governo democratico dell’economia; le sinistre mondiali sono state costrette a ripensare i propri programmi, spesso cedendo alle ideologie mercatiste e rinnegando il valore dell’eguaglianza anche sostanziale.

Eppure la domanda di giustizia rimane tuttora attualissima. L’eredità di Rosselli ci può servire per tentare una risposta inclusiva.

In questi anni, infatti, le ideologie neo-liberiste e le politiche delle destre hanno prodotto enormi ingiustizie, affamato interi paesi, ieri l’Argentina oggi la Grecia; Lentamente si afferma l’idea che non basterà solo il rigore tecnocratico a riscattare l’Europa e a far ripartire la crescita economica. La crisi l’hanno prodotta le diseguaglianze, bisogna combattere le diseguaglianze per sconfiggere la crisi.

Per questo noi nuove generazioni di dirigenti politici progressisti non possiamo fare a meno di confrontarci con Carlo Rosselli per ricominciare a batterci per affermare un’ideale che è “lo sviluppo logico, sino alle sue estreme conseguenze, del principio di libertà. Il socialismo è liberalismo in azione, è libertà che si fa per la povera gente".


Matteo Bianchi (PD), Consigliere Nazionale Universitario
Sfoglia gennaio       
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv