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Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati
75 anni dall'assassionio dei fratelli Rosselli
post pubblicato in Politica, il 10 giugno 2012


Pubblicato sul Il Secolo XIX del 10-06-2012
continua
Per un nuovo New Deal globale, di Stefano Fassina
post pubblicato in Diario, il 9 gennaio 2012


La transizione in corso richiede visione e capacità politiche tali da saper condurre in porto una vera e propria fase costituente a livello globale. Un New Deal globale. Una sfida impossibile o almeno radicalmente contraddittoria rispetto alle culture politiche delle destre, segnate da comunitarismo esclusivista, negazione dell’altro da sé, corporativismo territorialista, visione ideologica dei meccanismi di mercato o statalismo arbitrario e liberismo assistito. Una sfida elettiva, invece, per le forze di origine socialista e cattolica segnate dall’universalismo, consapevoli del primato della politica nelle società democratiche.Senza passi avanti verso un New Deal globale rischiamo una lunga fase di stagnazione. Un contesto pericoloso, fertile brodo di coltura del populismo e della chiusura protezionistica. Dagli atti del convegno "Uno sguardo oltre la crisi" (organizzato dal Centro studi "Nens", nuova economia nuova società), Roma 23 aprile 2009 , sala del Teatro Capranica.
continua
Ha ragione: 2) Helmut Schmidt
post pubblicato in Hanno ragione loro, il 29 dicembre 2011


"La socialdemocrazia tedesca è stata per mezzo secolo internazionalista, abbiamo lottato per mantenere la libertà e la dignità di ogni essere umano. Abbiamo inoltre creduto nella rappresentanza della democrazia parlamentare.
Questi valori ci impegnano oggi per la solidarietà europea[...] Più si invecchia, più si pensa a lunghissimo termine. Anche da vecchio ho ancora stretti fra le mani i tre valori fondamentali del Programma di Bad Godesberg: libertà, giustizia, solidarietà. E credo che la giustizia richieda oggi pari opportunità le nuove generazioni."
Ha ragione:1) François Hollande
post pubblicato in Hanno ragione loro, il 27 dicembre 2011


"Serve un patto tra progressisti europei per fare cambiare la rotta all’Europa. Costruire una piattaforma che abbia alla sua base i progressisti francesi, italiani e i socialdemocratici tedeschi: i tre paesi che in tempi più o meno ravvicinati saranno chiamati ad elezioni politiche”.
Raccolta firme a sostegno del Polo Universitario della Spezia
post pubblicato in Politica, il 11 dicembre 2011


Premesso che:

  • come Giovanile del Partito Democratico abbiamo seguito con grande interesse e partecipazione le vicende che hanno portato all'odierno assetto di gestione del Polo Universitario della Spezia;
  • pensiamo che i progressi siano stati molti e di estrema importanza e che la specificità dell'offerta formativa legata alle attività economiche territoriali e il carattere di alta specializzazione dei corsi in ingegneria nautica e meccanica assicurino un elevato livello occupazionale nell’ambito del tessuto industriale locale e nazionale;
  • siamo convinti che il fatto che molti studenti decidano di scegliere il nostro Polo come sede di studi rappresenti una risorsa importantissima, sia sotto il profilo culturale che economico, apportando molteplici vantaggi alla nostra città;
  • riteniamo positiva l’apertura del numero chiuso in quanto ha dato la possibilità di iscriversi a più di 900 ragazzi.

Considerato che:

  • l'applicazione del Decreto Ministeriale 17, che fissa i requisiti necessari per l'attivazione dei corsi di laurea, ha portato alla chiusura dei Corsi Magistrali in Sicurezza Informatica ed in Ingegneria Meccatronica prima, e poi alla chiusura del Corso Triennale in Informatica Applicata, privando il Polo Marconi di una parte importante della propria offerta formativa. E’ stata infatti in questo modo preclusa l’opportunità agli studenti di meccanica ed informatica di completare il proprio percorso di studi con i suddetti indirizzi di specializzazione. Allo stato attuale, inoltre, l’offerta didattica per le matricole è limitata ai settori di ingegneria nautica e meccanica;
  • le politiche ministeriali in materia di università impongono requisiti restrittivi per l'attivazione dei corsi e che il definanziamento portato avanti dal precedente Governo, che ha diminuito progressivamente le risorse, rende estremamente difficoltoso per gli Atenei la definizione e l’organizzazione dei corsi di laurea nelle proprie sedi istituzionali e, a maggior ragione, presso le sedi distaccate;

 Chiediamo che:

  • Comune e Provincia della Spezia, Fondazione Carispe, Camera di Commercio, Confindustria La Spezia, Soci Fondatori di Promostudi, continuino a sostenere l'attività del Polo universitario spezzino, risorsa fondamentale per lo sviluppo culturale ed economico della città;
  • si ridefinisca,congiuntamente all'Ateneo di Genova, l'assetto complessivo, sia rispetto alla missione del Polo Universitario che, e soprattutto, rispetto alla definizione dell’offerta formativa e la programmazione didattica, puntando a mantenere e rafforzare l'elevato livello di qualità della formazione e la specificità dei corsi,rispetto alle peculiarità produttive del territorio;
  • tutti i soggetti presenti sul territorio spezzino, a partire dal Distretto Ligure delle tecnologie marine, l'Autorità Portuale della Spezia, i centri di ricerca vengano coinvolti nell'attività del Polo Universitario con l'obiettivo di mettere a sistema tutte le risorse culturali ed economiche che hanno come oggetto la formazione superiore e lo studio dell'ambiente marino.
  • La Regione Liguria contribuisca finanziando attività formativa superiore (master, dottorati, etc.) sul nostro territorio e si attivi affinché risorse per il diritto allo studio vengano stanziate in favore degli studenti del polo spezzino (mensa, casa dello studente, etc.)
  • sia prevista una rappresentanza studentesca negli organi gestionali del polo universitario per favorire un confronto costante sulle principali tematiche del polo universitario.

Questa è l'iniziativa che porteremo avanti come Giovani Democratici della Spezia nei prossimi mesi. Crediamo che ci debba essere un'attenzione più forte alla questione del Polo Marconi e soprattutto una sensibilizzazione della cittadinanza relativa al ruolo chiave che una sede universitaria può avere nel nostro territorio. Ci impegnamo insieme al Partito Democratico e all'Amministrazione per realizzare questi obiettivi e ribadire la necessità di investire nei saperi e garantire il diritto allo studio,in questo momento di crisi economica che investe l'Europa. Siamo infatti consapevoli che le politiche di tagli sul settore dell'Istruzione,Università e ricerca portate avanti dal Governo negli ultimi anni,se permettono di recuperare qualche soldo nell'immediato a prezzo di grandi sacrifici da parte degli studenti,inibiscono gravemente le potenzialità di crescita di un Paese. I Giovani Democratici e il Partito Democratico credono in un'Università che garantisca a tutti la possibilità di avere una formazione di qualità e una partecipazione democratica alle scelte di governo,per questo puntiamo a una sempre maggiore valorizzazione del progetto universitario che è decollato nella nostra Provincia.

Mozione approvata all'unanimità dal CNSU per la difesa del Cosro di Servizio Sociale a Genova
post pubblicato in Politica, il 8 dicembre 2011


19 aprile 2011
 

Prot. n. 27

Spedito il 19 Aprile 2011

Roma, 19 aprile 2011

Alla c.a. Ministro

On.le Avv. Mariastella GELMINI

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

 

E p.c. Direttore Generale

Dott. Marco TOMASI

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

SEDE

 

Oggetto: Applicazione DM 17/2010 - Università degli Studi di Genova

Adunanza del 18-19 Aprile 2011

 

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

ADOTTA ALL'UNANIMITÀ LA SEGUENTE MOZIONE

VISTO il Decreto Ministeriale sulle Linee Generali d'Indirizzo di Programmazione dell'Università 2010-2012.

VISTA la Nota 105 del 27 ottobre con la richiesta di parere riguardo il Decreto Ministeriale sulle Linee Generali d'Indirizzo di Programmazione dell'Università 2010-2012 a CRUI CUN e CNSU.

VISTA l'Integrazione alla sovracitata richiesta di parere di CRUI, CUN e CNSU con nota del 16 Dicembre 2010, prot. n.128.

VISTO Il Decreto Ministeriale 22 settembre 2010, n.17 (di seguito denominato Decreto) riguardante i "Requisiti necessari dei corsi di studio" (di seguito denominati Requisiti).

VISTA la Nota 20 Dicembre 2010, prot. n.130 riguardante l'attuazione del Decreto.

VISTA la Legge 30 dicembre 2010, n.240: "Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario", pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data Venerdì 14 Gennaio 2011.

CONSIDERATO il preavviso concesso alle Università con la Nota del 4 settembre 2009, protocollo n.160, in particolare alla dicitura: "qualora le Università intendano prevedere percorsi formativi che si differenzino tra di loro, per 40 o più crediti, per quanto riguarda le lauree, e per 30 o più crediti, per quanto riguarda le lauree magistrali, dovranno necessariamente provvedere alla istituzione di distinti corsi di studio; negli altri casi, verrà attribuito, per ciascun curriculum attivato, un requisito annuo di docenza pari a 2 unità-anno ulteriori rispetto alle quattro unità-anno richieste per il corso di studio".

CONSIDERATO il diverso peso di una Nota Ministeriale rispetto ad un Decreto Ministeriale.

CONSIDERATA la necessità di modifica degli statuti entro 6 mesi prevista dalla sovracitata Legge 240, precisamente all'art. 2 comma 1.

CONSIDERATO che il CNSU non ha ricevuto la Nota 128 del 16 Dicembre, e che la stessa, è stata emanata successivamente al parere espresso dall'organo, riguardo il Decreto Ministeriale sulle Linee Generali d'Indirizzo di Programmazione dell'Università 2010-2012, il cui decreto non risulta ad oggi essere stato emanato

Ogni Facoltà, infatti, in seguito al Decreto N.17/2010, sarà costretta a rivedere interamente la propria Offerta formativa a cominciare dall'a.a. 2011/12, effettuando modifiche, operando tagli ai corsi di studio ed eventualmente all'utenza, visto che spesso non sarà possibile coprire con nuove assunzioni il necessario numero minimo di docenti.

Gli studenti rischiano di vedere tagliata l'Offerta Formativa in maniera non utile ai fini della Qualificazione che deve accompagnare la Razionalizzazione del sistema universitario, così come previsto dal Decreto Ministeriale sulle Linee Generali d'Indirizzo di Programmazione dell'Università 2010-2012. I curricola infatti, che nel Decreto rientrano nel calcolo dei requisiti di docenza minima, in questi anni hanno spesso contribuito ad ampliare e migliorare l'offerta formativa; e il non ragionato "taglio" di alcuni di essi, per rispettare i Requisiti, rischia di limitare l'offerta formativa eliminando i percorsi di studio migliori, o perlomeno non quelli in eccedenza.

Il Dm 17/2010 prevede criteri estremamente restrittivi all'art. 2 punto c, art. 5 e all'allegato B per quanto riguarda la docenza di ruolo; tali requisiti porteranno alla disattivazione del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Sociali e Politiche Sociali della Facoltà di Giurisprudenza dell' Università degli Studi di Genova.

Si tratta di uno dei corsi più frequentati nell' Ateneo Genovese, laurea circa 100 Assistenti sociali professionali l'anno, e conta 715 iscritti: 560 nel triennio, 155 nel biennio di specializzazione. In particolare si tratta dell'unico corso dell' Ateneo Genovese, nonché l'unico in tutta la Regione Liguria, che da agli studenti, previo esame di Stato, la possibilità di iscriversi alla sezione A dell'Albo professionale. Ciò significa che i laureati triennali nella Professione di Assistente Sociale che vorranno proseguire gli studi, dovranno trasferirsi in un'altra università; senza pensare agli studenti iscritti quest'anno al primo anno del corso di laurea magistrale che non potranno avere assicurato lo svolgimento di tutte le lezioni e andranno sicuramente incontro ad un percorso tutt'altro che lineare e soprattutto assai diverso da quello scelto al momento della loro iscrizione.

Essendo il fine dichiarato del DM 17/2010 l'eliminazione dei corsi di laurea inutili e dequalificanti a favore del mantenimento di corsi di laurea idonei a garantire agli studenti una maggiore qualità, appare un evidente controsenso che lo stesso Decreto porti alla chiusura un corso unico nel suo genere, con notevoli prospettive occupazionali, che in gran parte si autofinanzia, che si può considerare quindi di elevata qualità.

CHIEDE

Che per il Corso di laurea Magistrale in Scienze Sociali e Politiche della facoltà di Giurisprudenza dell' Università degli Studi di Genova, essendo corso necessario al soddisfacimento delle esigenze occupazionali della Regione Liguria, il Ministro si impegni a trovare una soluzione concordata con l'Ateneo. Condividendo anche la possibilità di realizzare un piano di rientro ad hoc.

Il Presidente
Mattia Sogaro

Matteo Bianchi (PD): incontro con Ministro, richiesta sospensione tasse studenti universitari comuni colpiti da alluvione
post pubblicato in Politica, il 29 novembre 2011


Nei giorni scorsi il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari ha incontrato il nuovo Ministro dell'Istruzione e dell' Università, il Professor Francesco Profumo, per fare il punto circa le intenzioni del nuovo Ministro riguardo al processo di attuazione della riforma universitaria cominciata dal governo precedente.
 
All' incontro ha partecipato Matteo Bianchi, Consigliere Nazionale Universitario e giovane dirigente del PD spezzino: "Il nuovo Ministro ha dimostrato una serietà molto superiore a quella del sua predecessore Gelmini, lei si rifiutò di convocare gli studenti universitari per ben cinque mesi, il nuovo Ministro dopo soli otto giorni dal suo giuramento è venuto al nostro Consiglio per rispondere alle nostre domande ed ascoltare le nostre osservazioni; valuteremo il suo operato su ogni singolo atto, non ci aspettiamo miracoli data la scarsezza di risorse e la grave crisi economica che il precedente governo delle destre ha alimentato, però è già un gran passo avanti rispetto all'epoca Gelmini il fatto che oggi c'è un Ministro che conosce l'università, ed è disponibile a confrontarsi con le idee degli studenti".
 
Durante l' incontro con il Ministro Profumo il Consigliere Nazionale Matteo Bianchi ha proposto al Ministro alcuni interventi che potrebbero aiutare le popolazioni colpite dalle alluvioni del mese scorso in Liguria: "Mi sono appellato alla sua sensibilità di Ministro e di ligure - dice Bianchi - per chiedergli di realizzare con gli Atenei di Genova e di Pisa un protocollo d'intesa sul modello di quello fatto dopo la tragedia dell' Aquila, che consenta agli studenti universitari residenti nei comuni alluvionati di usufruire della sospensione delle tasse universitarie per un certo periodo di tempo. Questi studenti e le loro famiglie hanno subito molto spesso danni alle loro abitazioni e proprietà, i posti di lavoro dei loro genitori sono a rischio, le loro comunità ferite, non possiamo permettere che tra qualche mese a loro venga richiesto il pagamento della seconda rata delle tasse universitarie; gli Atenei hanno pochi soldi, lo sappiamo, per questo un accordo va trovato d' intesa col Ministero. Si tratta di comuni di piccole dimensioni, quindi gli studenti non sono un numero esorbitante (penso alla Provincia della Spezia, ovviamente per Genova il provvedimento dovrà essere riferito solo agli studenti le cui famiglie siano state direttamente colpite), ho chiesto al Ministro di farsi carico di questa situazione e mi ha garantito che contatterà i Rettori dei due Atenei maggiormente interessati per trovare una soluzione quanto prima."
 
"Nei prossimi giorni formuleremo la stessa richiesta ai Rettori degli Atenei genovese e pisano - conclude Matteo Bianchi - e ci aspettiamo che questo provvedimento possa essere adottato in tempi rapidi, in modo da alleggerire almeno un po' la pesante situazione che numerose famiglie stanno vivendo nella nostra provincia e nella nostra regione."

Casa Pound/Bianchi (Pd): "Mobilitazione per allontanare movimenti che si ispirano alla violenza"
post pubblicato in Diario, il 29 novembre 2011


"A pochi giorni dall’apertura del circolo di Casa Pound alla Spezia il gruppo ha già mostrato la sua vera faccia. Il sequestro di armamenti vari compiuto ieri dalle forze dell’ordine ha rivelato chiaramente come, sebbene porti il nome di un poeta, quello aperto a Mazzetta non sia certo un circolo letterario, ma un luogo dove si predicano e si praticano violenza ed eversione". L'intervento è di Matteo Bianchi, consigliere nazionale degli Studenti Universitari al Ministero dell'Istruzione e membro della Direzione PD: "Quello di Casa Pound è un fascismo nuovo e un po’ diverso, almeno così loro proclamano a parole, ma utilizzano i manganelli con la stessa disinvoltura di sempre; sono stati loro i protagonisti degli scontri del 2008 in Piazza Navona a Roma durante la protesta contro la riforma Gelmini, si sono infiltrati nel corteo degli studenti e hanno cominciato a colpire con spranghe, caschi e cinghiate le ragazze e i ragazzi che protestavano pacificamente".
"Nelle città dove Casa Pound è presente si è molto spesso assistito ad un’ escalation della violenza politica e delle aggressioni contro giovani in scuole e università. Spezia, provincia medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana, città di Exodus, sempre in prima linea in tutte le battaglie democratiche, è negli ultimi mesi oggetto di tentativi di infiltrazione da parte di questi gruppi; prima Forza Nuova ha cercato di organizzare convegni negazionisti dell’ Olocausto, ora Casa Pound apre un ritrovo dove finanziare le sue “azioni” e fare propaganda, serve una forte mobilitazione di tutte le forze democratiche per isolare ed allontanare tutti quelli che, come questi movimenti, si ispirano ad ideali di violenza e perseguono finalità anticostituzionali".

Matteo Bianchi, consigliere nazionale degli studenti universitari, nella delegazione che ha incontrato Napolitano
post pubblicato in Politica, il 29 novembre 2011


Tra i componenti del CNSU presenti all’incontro anche lo spezzino Matteo Bianchi, studente dell’ Università di Genova e giovane dirigente del PD.

“Il Presidente Napolitano – racconta Bianchi - si è dimostrato l’unica figura istituzionale veramente interessata a capire cosa pensano gli studenti della riforma Gelmini, come consiglio Nazionale gli siamo molto grati per l’attenzione che sempre rivolge alle questioni dell’istruzione e ai problemi delle giovani generazioni.

Il Presidente ha invitato tutti gli studenti ad abbandonare le posizioni ideologicamente contrarie o favorevoli alla riforma per entrare nel merito di ciò che prevede, così durante l’incontro la grande maggioranza dei consigliere degli studenti ha sottolineato il tema bruciante della mancanza di risorse economiche e quello dell'autonomia universitaria (siamo infatti di fronte a un testo di legge con un impianto fortemente centralistico).

Abbiamo esposto al presidente la nostra preoccupazione per la totale assenza di una politica di sostegno al diritto allo studio, infatti i tagli alle borse di studio andranno a rendere più elitario l’accesso alla formazione universitaria e sviliscono il senso solidaristico della nostra Costituzione.


Tra le varie istanze di cui ci siamo fatti portatori nel lungo incontro col Capo dello Stato è significativo quello dei finanziamenti per l’Università dell’Aquila, distrutta dal terremoto; il Ministero aveva sottoscritto un accordo per non tagliare i fondi a quella università che deve essere ricostruita, ma poi Gelmini e Tremonti si sono rimangiati la parola data lasciando gli studenti aquilani senza prospettive.


Abbiamo ringraziato a nome di tutti gli studenti italiani il Presidente Napolitano, che con grande imparzialità e sensibilità istituzionale ha voluto incontrare il CNSU, organo in cui sono rappresentati tutti gli studenti, e si è confrontato sia con i pareri favorevoli sia su quelli contrari alla riforma.


Purtroppo altrettanta sensibilità non l’ha mai dimostrata la Ministro Gelmini, e tanto meno il suo collega Tremonti, che fuggono con arroganza di fronte ad ogni tipo di confronto aperto con gli studenti.”

 

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